Durante le festività natalizie sono stati molti i presepi che Pescasseroli esibiva. Per un mesetto hanno contribuito nel rappresentare con tutta la loro simbologia uno dei momenti più importanti e caratteristici dell’anno, della cristianità e della storia del mondo occidentale. I presepi paesani anche stavolta erano numerosi soprattutto in Via della Chiesa e nelle strade del centro storico. Con una semplice passeggiata in centro se ne scorgevano qua e là, erano parte integrante dell’arredamento urbano. Si incontravano tutt’intorno come a porgere il saluto a chi passava. E, come è tipico, ad ogni nuovo passaggio bastava un’occhiata e sembrava ritornare indietro quel saluto. Eppure, da noi i presepi erano inanimati!

Alcuni stavano nascosti, altri in evidenza. Qualcuno era ricavato in nicchie e anfratti, qualcun’altro posizionato in bella vista. C’è chi lo ha disposto dietro la grata della finestra, chi insieme ai vicini lo ha messo in scena in una piazza. Essenziali o ricchi di particolari, ce n’erano a grandezza naturale e in miniatura. Immancabili, a stupire credenti e curiosi c’erano il presepe dell’abbazia, quello adagiato nel cappello degli alpini, quello con gli animali veri, quello del ferramenta o del ristorante…ognuno poteva scegliere e soffermarsi sui dettagli o dare un’occhiata rapida. I presepi stavano lì, pronti a tutto tra i due limiti estremi dell’essere ignorati e adorati.

La tradizione dell’allestimento dei presepi è sempre viva a Pescasseroli. Niente di speciale rispetto ad altre località italiane. Tuttavia da diversi anni i presepi sono usciti dalle abitazioni e si sono acconciati in spazi esterni. In una serie di immagini di questi ultimi giorni ne abbiamo collezionata la maggior parte di quelli allestiti fuori casa. Si colgono piccoli personaggi e luoghi simbolici del paesaggio, elementi universali e locali. Visti nell’insieme, sono stati realizzati con materiali, colori e dimensioni di ogni tipo.

Il presepio è un segno peculiare della festa della Natività, datato proprio come il Natale eppure sempre carico di fascino simbolico. Ha in sé qualcosa di magicamente discreto e di accogliente, allo stesso tempo. Conserva una moltitudine di concetti: la famiglia e la comunità, la dimora e il paesaggio, le razze e le età, gli uomini e gli animali. E ancora: la pace, la natura e la cultura, gli elementi trascendenti e l’immaginazione. Ovviamente, su tutto regna la nascita e la figura di Gesù bambino. Il più piccolo è il più grande di tutto e tutti.

Di fatto, ogni presepio è un esercizio di fantasia e di inventiva artigianale che si può arricchire e personalizzare a piacere. Sa essere un gioco speciale per i bimbi, al di là della sacra rappresentazione liturgica. Certo, da noi rispetto ad altri posti non c’è una tradizione presepiale di alto valore artistico e di pregio, magari molti hanno aggiunto luci e carta decorativa a buon mercato, preparando il tutto in poche ore o dimenticandosi della spolverata di bianco sui monti. In qualche caso non si è visto l’arrivo dei Re Magi all’Epifania. Forse i 3 hanno deciso di non intraprendere più il viaggio, a causa della poca neve? Chissà… :-) Però, l’effetto c’era e ci sarà sempre.

Insomma, la filosofia e il messaggio che il presepe dona è talmente diretta e immediata che non serve mettere in fila parole come queste. “‘O presepio nun me piace” ribatteva Tommasino al padre Luca nella celebre commedia di Eduardo De Filippo Natale in casa cupiello. A noi i presepi pescasserolesi sono piaciuti e valeva la pena ricordarli qui. La parte musicale del video che segue è “Astro del ciel”, l’abbiamo registrata con l’esecuzione dal vivo della Decima Sinfonia e del Coro delle voci bianche dell’Istituto comprensivo Benedetto Croce. Vogliamo augurarci che a Pescasseroli la volontà di fare ed essere “presepio” resti. Vogliamo augurarci che qui, come in ogni paese del mondo, l’ospitalità che giustamente cercano turisti e frequentatori sia di casa e possa avere sempre a che fare con il presepe. Cioè? Un’ospitalità semplice, condivisa, genuina, partecipe, rispettosa e aperta. Anche quando Natale non è…