Barrea blinda il secondo posto, sprint verso la prima categoria. Una vittoria tutta di “amici”

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La montagna crea confini e distanze. Quello che nel grande centro è scontato, alle grandi altezze diventa conquista, e neppure dopo che l’hai ottenuto sei convinto di poter dire “mio”. Così accade che una partita dopo l’altra, una vittoria dopo l’altra, non sei sicuro che il secondo posto in classifica sia proprio il tuo, perché non è detto che l’altitudine ti insegni a volare. Eppure sono 47 punti e Barrea continua ad esserci, nella fila degli incontri, prosegue la sua cavalcata, quasi come una valchiria, ad andatura marziale. Nonostante le frenate, nonostante a volte anche la sorte sia dalla parte nemica. Resta che la squadra procede e prosegue entusiasmandosi ed entusiasmando, che conserva con autorevolezza il suo secondo posto. 12809642_1231641966863676_6173391898928215075_nTanto la sfida con la sua storia già l’ha vinta, volando così alto come mai nel suo passato. Ha provato ad allungare per avvicinarsi alla capolista Bugnara. Osa sperare ancora nella transvolata in prima categoria. A calendario capovolto purtroppo a volte ha messo a rischio il suo capitale. Ma poi eccola, come nella partita di domenica scorsa, di nuovo rivitalizzarsi, concludendo l’incontro con una somma e non con una differenza, obbligando i conti alla quadra anche stavolta. Perché più che le gambe può l’anima, questo ci piace del Barrea. Solo così si sfugge al castigo della sorte.1393910_708868439141034_248407406_nQuesta stagione d’altra parte è partita come un’esplosione, con alti rendimenti fino a metà campionato, fino al massimo risultato della conquista del posto regale della classifica. Poi uomini e goal perduti, altri segnati solo per vizietto. La ruota ha ripreso il giro inverso ed è saltato il tappo della magia. Sono mancati gli incursori tarantolati, il centrocampo sfondante, la cinghia difensiva tirata. Ma il sacro libro della classifica non ha visto drastiche correzioni. Non mancano troppi punti all’appello perché almeno la matematica promuova alla prima. Eppure questa Asd, anche quando sembra sprecare gocce d’arte o steccare in maniera clamorosa, non riduce l’entusiasmo del pubblico che ama sotto la squadra il gruppo. Un gruppo di ragazzi provenienti dalla sorgente fino ai primi sbocchi del fiume Sangro hanno vinto ciascuno l’agguato del campanilismo, dando quasi una lezione alla politica. Tante anime, tante provenienze, tante età strette intorno alla stessa passione per farne una bandiera d’identità, insegnando che sodalizi e consorzi fanno crescere, che non serve rincorrere il centro perché questo tante volte non coincide con il vertice e i montanari sono più portati ad arrampicarsi. Come in cima ad una classifica.

Federica Tudini

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