Consiglio comunale del 23 maggio 2016: bilancio di previsione all’o.d.g. Nel finale giunta a rischio

Argomenti principi del Consiglio Comunale di ieri sono stati l’aggiornamento dei prezzi di cessione degli immobili, il Piano triennale delle opere pubbliche e congiuntamente le alienazioni degli immobili dell’ente. Si è infiltrato nella discussione anche il peccato recente dell’amministrazione: l’asilo. La programmazione per i prossimi tre anni 2016-2018, che supera così il voto preliminare per avanzare verso le future fasi di ratificazione, sembra quasi un’accelerata in fine di mandato. Ma forse la tempistica a livello amministrativo la detta il freno delle sofferenze di bilancio.

I valori degli immobili nelle aree di classificazione del paese sono state aggiornate. E qui la minoranza si astiene. Ma il primo piatto forte è il Piano triennale delle opere pubbliche, uno strumento di programmazione che come spiega il sindaco Nanni “Non è solo un elenco ma un’analisi sulla fattibilità concreta”. Che non viene gradito dai consiglieri Giura e La Cesa. L’amministrazione gioca al rialzo. Il Piano prevede delle azioni privilegiate entro i vincoli del nuovo Sistema di Contabilità Armonizzata. Prima di liberare risorse, il Piano prevede la soddisfazione di 3 schede da parte del servizio finanziario: Quadro di riferimento, Copertura finanziaria, Elenco degli immobili. Una volta individuate le risorse economiche disponibili, serve l’imprimatur di enti esterni. Ecco la pulizia degli immobili pubblici.

L’amministrazione è pronta ad attivarsi per la realizzazione dello Stazzetto, per il quale saranno impegnati circa 700 mila €; 210 mila € sono in gioco per la realizzazione degli spogliatoi, per i quali competono 80 ditte; in cantiere il progetto per adeguamento dell’edificio municipale; 1.180.000,00 € è destinato alla realizzazione del nuovo polo scolastico, con la riserva del via libera dell’Ufficio di ricostruzione scolastica (per il momento è in piedi solo la manifestazione di interesse per le autorizzazioni a procedere); un tesoretto di 300 mila € per la piscina comunale. In particolare in questo caso la spesa dovrà essere recuperata attraverso la vendita del mattatoio. Significa che al momento in cassa non ci sono soldi freschi, fino a quando la vendita non sarà realizzata. Ma pare che due interessati siano pronti alla gara. Inoltre un’altra strategia potrebbe essere quella di esporsi all’indebitamento. E qui si aggancia la polemica. Il consigliere Giura chiede quale attualità possano avere questi interventi e perché vengano proposti a fine mandato (tanto che comunque il piano resta legato alla conferma della giunta successiva, quindi si inizia l’opera, forse, e non la si porta a termine). Dunque è un’operazione politica più che tecnica? Poi, per il presso scolastico si va ad utilizzare un vecchio finanziamento del 2009 che rischiava di essere definanziato e quindi ecco spiegate le ultime iniziative affrettate e raffazzonate?

  • 1.180.000,00 € non sono attualmente nelle casse. Prima di liquidare il finanziamento rimasto appeso dai tempi in cui per il terremoto c’erano ammortizzatori per l’edilizia pubblica, l’Ufficio di ricostruzione scolastica ha preteso che venissero inviate indagini peritali per valutare la convenienza dell’adeguamento o della ricostruzione. Ecco perché nei mesi scorsi ci sono state le prove per la verifica della vulnerabilità sismica sulla scuola Iolanda (asilo). Da cui è emerso che la struttura è costituita da uno scheletro in cemento armato innestato su uno in muratura e dunque inadeguato anche all’evacuazione. Nell’importo non rientrano le spese per le perizie. La sistemazione in canonica resterà fino a fine anno. Seguiranno altre indagini a giro su tutti (i pochi) edifici che potrebbero essere funzionali all’accoglienza dei bambini. Per il servizio mensa la ASL accetterà un funzionamento di compromesso.

Giura rincara: come mai questi piani spuntano solo adesso, dopo 4 anni di amministrazione e soprattutto come mai non sia stata pensata una programmazione alternativa, assenza che ora, per esempio, impiccia la situazione dell’asilo.Soprattutto è disposto ad avviare una consultazione popolare per sondare l’accondiscendenza della cittadinanza all’alienazione del mattatoio, lamentando che sulla struttura non sono stati rivisti gli indici valoriali e la destinazione d’uso.

Si prosegue a sciorinare le nuove ipotesi di smobilizzo delle opere pubbliche, ammesse dall’articolo 53, comma 6, del Piano di programmazione delle opere pubbliche: il mattatoio è destinato a laboratorio commerciale; Autostello Aci, rientrato nel Programma Abruzzo, sarà disposto come residenza per anziani; nuove destinazioni anche per la cabina Enel e l’autorimessa, da trasformare in sala cinematografica. La minoranza chiede allora di verificare la congruità delle precedenti alienazioni (chioschi) e bolla le future, anzi futuribili, vendite come “previsioni a ribasso di svendita continua”. La vicinanza temporale alla scadenza del mandato è pericolosa, in quanto l’attuazione degli investimenti potrebbe non essere continuata in caso ci sia un cambio di amministrazione. Anche perché la procedura è articolata in varie fasi, dallo studio di fattibilità, progetto provvisorio, progetto definitivo, progetto esecutivo, aggiudicazione definitiva. E ci vogliono altri sostegni finanziari e una posizione patrimoniale robusta. Ecco perché il documento di pianificazione deve essere allegato al bilancio preventivo.

Infine viene presentato il DUP (Documento Unico di Programmazione), che non rappresenta un bilancio autorizzativo, ma uno strumento di programmazione strategica e analisi interna con informazioni unificate da aggiornare in modo da prevedere le linee strategiche. Contempla programmi di spesa e gestione del patrimonio. Il management comunale si irrobustisce con nuovi strumenti per integrare il bilancio di previsione. Il piatto forte di giornata. E qui scoppia la bagàrre negli ultimi minuti-fiume. Il sindaco lascia la seduta e scivola, giustificandosi, su un baratto formale contro la minoranza presentatasi in ritardo all’appello. La sessione si paralizza per mancanza del numero legale per la votazione per via del lasciare andare del presidente-sindaco. La segretaria in panne non procede come richiesto e da prassi alla verifica del quorum necessario, una conta pericolosa per la salute della giunta. Il bilancio di previsione resta appeso senza essere stato approvato, come voleva la tabella di marcia dell’ordine del giorno. E in chiusura non c’è stato nessun annuncio specifico di una seduta-replica per procedere ad una nuova votazione sul punto caldo. La minoranza pensa al contropiede e non nasconde che ci sarebbero tutte le condizioni per produrre un esposto al prefetto.

FEDERICA TUDINI

 

 

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