Pillole di toponomàstica: Cóllë Llùrë e z Ëppìtë (Pescasseroli) – Cóllë Lícchë e Córnë (Opi)

La nuova  rubrica “Pillole di Toponomastica“,curata da Davide Boccia, intende essere una sezione dedicata all’ origine e al significato dei nomi di luogo dell’ Alta Val di Sangro. Difatti,  attraverso lo studio scientifico dei nomi dati dalle generazioni che ci hanno preceduto ai monti, ai colli, agli stazzi, alle grotte e agli abbeveratoi disseminati nel nostro territorio, è possibile comprendere meglio le radici sulle quali si fonda il nostro passato e delle quali si nutre il nostro presente.
Davide Boccia, laureatosi nel 2015 presso l’ Università degli Studi di Torino con una tesi di laurea in dialettologia dal titolo “Descrizione linguistica del dialetto di Opi (AQ)”.

La toponomastica è quella branca della linguistica che studia i toponimi, ovvero i nomi di luogo. Le motivazioni per le quali un luogo viene chiamato in un determinato modo possono essere le più varie. Ad esempio, spesso ha importanza la natura del terreno di una particolare località, il tipo di piante e animali che vivono in una precisa porzione di territorio o l’ attività lavorativa che viene solitamente svolta dall’ uomo in una data zona.Alcuni toponimi, pur essendo stati coniati molti secoli fa, non perdono la trasparenza del loro significato.Basti pensare a nomi quali i Cretoni (Opi), Pietre Rosse (Villetta Barrea), Colli Bassi e Colli Alti (Pescasseroli), Colle Frassineto (Opi), lo Spineto (Pescasseroli), la Camosciara (Civitella Alfedena) così come Colle delle Vacche (Villetta Barrea) e Vallone Carbonara (Campoli Appennino). Altri nomi di luogo, invece, si presentano oggi oscuri, difficilmente decifrabili oppure apparentemente privi di significato. Questo avviene poiché al loro interno presentano termini talmente arcaici da non essere più compresi a distanza di molto tempo dalla loro formazione.Nel presente articolo vorrei concentrarmi su alcuni nomi di luogo provenienti dai territori comunali di Pescasseroli e di Opi i cuisignificati sono recuperabili soltanto attraverso un’ attenta disamina etimologica al termine della quale sarà possibile collegare le origini di questi toponimi con alcuni nomi latini di piante:

1. Cóllë Llùrë (in pescasserolese), italianizzato in Colli dell’ Oro, dal latino laurū(m) «alloro». Tra i nomi abruzzesi dell’ alloro possono essere annoverate le seguenti forme: “allòre, làura, làure (in tutta la regione), lòre, làuru (L’ Aquila)”.[1] Da notare come la forma Llùrë costituisca un termine ormai uscito dall’ uso dato che nell’ attuale dialetto di Pescasseroli per indicare l’ alloro viene usato il termine làvëra. In Italia, ci sono diversi nomi di luogo che come Cóllë Llùrë derivano da laurū(m):Monteloro e Montoro (FI); Oro (AR); Poggio all’Oro (SI); Oré (VR); Loro Piceno (MC).[2]                                                                                                          Figura 1 – Viale Colli dell’ Oro a Pescasseroli.

2. z Ëppìtë (in pescasserolese), italianizzato in Oppieto, dal latino *opulētu(m), a sua volta derivazione di ŏpulum «acero campestre, loppio, oppio». Significa quindi «l’ acereta» poiché nel passato in quest’ area alle porte di Pescasseroli dovevano trovarsi degli alberi di acero poi successivamente scomparsi.

©2017 Google Maps © 2017 (http://maps.google.it)

Figura 2 – Immagine satellitare dell’ area di z Ëppìtë.

 3.Cóllë Lícchë  (in opiano), Colle di Licco sulla mappa dell’ IGM (Istituto Geografico Militare).  La forma Lícchë deriva dal latino ilicĕu(m) «leccio» da cui anche: Lecchio e Culilecchio (LU); Leochi (SI). Così, anche questo toponimo indica un tipo di pianta al giorno d’ oggi non più rinvenibile nella zona in questione.  

   ©2017 Google Maps © 2017 (http://maps.google.it)

    Figura 3 – Immagine satellitare dell’ area di Cóllë Lícchë.

4.Córnë (in opiano), sulla mappa dell’ IGM è stato trascritto come Corno, dal latino cornu(m) «corniolo». Oggi, però, nel dialetto opiano la forma Córnë è stata abbandonata e per indicare il corniolo viene usato il termine quërgnàlë.

                                    Figura 4 – L’ area di Córnë vista dalla SS 509 di Forca d’ Acero.

Come si è potuto osservare, le etimologie dei quattro casi appena trattati sono tutte riconducibili a nomi latini di piante da tempo usciti dall’ uso e di conseguenza non più capiti e riconosciuti dai parlanti moderni. Inoltre, non deve stupire se questi toponimi si riferiscono a specie vegetali oggi del tutto assenti nelle zone qui prese in considerazione. Difatti, è utile ricordare come alcuni tipi di piante possono scomparire lì dove si trovavano o comparire là dove ancora non esistevano a causa di cambiamenti climatici oppure in seguito all’ intervento dell’ uomo sull’ ambiente.

Quindi, nomi di luogo così antichi costituiscono delle preziose testimonianze storiche sia sui cambiamenti linguistici che su quelli ambientali avvenuti nell’ Alto Sangro.

Qualche lettura per saperne di più:

Boccia Davide, La toponomastica dell’ Alta Val di Sangro, Torino 2017, Tip. Monti.

Gasca Queirazza Giuliano et alii, Dizionario di toponomastica: Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino 1990, UTET.

Giammarco Ernesto, Toponomastica abruzzese e molisana, Roma 1990, Edizioni dell’ Ateneo.

Pellegrini Giovan Battista, Toponomastica italiana: 10000 nomi di città, paesi, frazioni, regioni, contrade, fiumi, nomi spiegati nella loro origine e storia, Milano 1990, Hoepli.

[1] Manzi Aurelio, Flora popolare d’ Abruzzo, Lanciano 2001, Rocco Carabba, p. 104.

[2] Pellegrini Giovan Battista, Toponomastica italiana, Milano 1990, Hoepli, p. 342.

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